mercoledì, maggio 10, 2006

traduzione intervista || Clarin.com || 04/2006

L’Hotel Chateau Marmont, nella famosa Sunset Strip, era solito essere il luogo in cui I musicisti rock perdevano il controllo. Proprio l’, Anthony, Flea, Chad e John raccontano la storia del loro nuovo album, in uscita il 9 Maggio. Stadium Arcadium contiene 28 canzoni, che, loro stessi assicurano, sono le migliori di tutta la loro carriera. Molte di queste parlano d’amore: semplicemente Flea e Chad si stanno godendo i loro figli ed Anthony ha scritto un brano dedicato alla sua attuale ragazza, una modella diciottenne.

John non può fare a meno di parlare della sua importantissima altra metà, la cantante Emily Kokal (che ha recentemente collaborato on Tricky). Dice che lei è quella che lo ha fatto uscire dalla crisi. Sdraiato nel letto con dei capelli tristissimi, ci riceve, ed inaspettatamente comincia a parlare senza più fermarsi, a volte concentrato su quello che sta dicendo, altre prendendo una scorciatoia per qualche labirinto interno che solo lui conosce.
Stai per iniziare un nuovo tour. Sei nervoso? Pensi che potrebbe accadere nuovamente qualcosa come successe nel 1992, quando hai lasciato la band?

“Lasciare il gruppo non è contemplabile. Non rinuncerò. In passato era diverso, stavo cercando di abbandonare il gruppo già dal momento in cui finimmo la registrazione di Blood Sugar Sex Magik, e finii con il mollare nove mesi dopo mentre eravamo in Giappone. Ma in quel caso, volevo davvero andarmene. Ora invece non c’è assolutamente niente a motivarmi. Probabilmente mi piacerebbe prendermi un po’ di riposo ma non lasciare la band. Assolutamente.”
Ci sono moltissimi assoli di chitarra nell’album. Non suona forse un po’ antico?

“Avrei voluto ci fossero state molte più persone a suonare le parti soliste. Insieme con Omar Rodriguez (chitarrista dei Mars Volta e suo migliore amico) stiamo cercando di suonare assoli e di recuperare parte dello spirito di gente come Carlos Santana o Jimi Hendrix. Jimmy Page ed Eric Clapton facevano assoli e la gente andava a vederglielo fare. Era parte dello spettacolo. Corriamo di nuovo il rischio! Non dobbiamo aver paura di mostrare quello che siamo in grado di fare! Possiamo imparare dal passato. A mio parere il suono della chitarra, da quando questa è stata suonata da Jimmy Page, non è mai più progredito.”


L’elettronica sta lasciando I chitarristi senza lavoro?

“Ho lavorato sulle sonorità della mia chitarra, creando effetti con un sintetizzatore come Omar Rodriguez che ha qualcosa tipo un migliaio di effetti nella sua pedaliera. Stiamo entrambi tentando di creare delle trame consistenti sfruttando le varie sonorità. Io amo i ritmi dell’hip-hop percui ho cercato di applicarle alla musica rock. Not tutto deve essere perfetto come il suono che queste persone ottengono al computer. Io dico: Lascia stare il computer e concentrati su ciò che puoi fare da solo. Negli anni 60 gli album de Rolling Stones contenevano ogni sorta di percussione, chitarre e batteria, e all’ascolto erano ottimi. Penso che la buona musica non riesca ad arrivare alla gente mentre il pop più banale sì.”
I Green Day, criticando Bush, hanno avuto un grandissimo successo. Come mai la musica dei Red Hot Chili Peppers non parla di politica?

“Non mi interesso di politica. Anthony e Flea lo fanno, ma non vogliono che le loro idée politiche facciano parte della nostra musica. E’ giusto che ci siano persone che si preoccupino d ciò che ci sta accadendo intorno ma tutto questo non fa per me. Quando qualcuno viene a chiedermi come facciamo a mantenerci così al passo coi tempi posso dire che il mio metodo è, proprio come quando stavo registrando Californication, guardare i film degli anni 40, gli stessi che guardavano Hendrix e Lennon. Non guardo la televisione, non ascolto neppure la radio. Probabilmente se ascoltassi sempre le notizie sarei una di quelle persone che fanno queste cose (cioè parlare di politica, ndt).

Anthony Kiedis ha scritto la sua autobiografia, tu scriverai la tua?

“Scrivo moltissimo, ho tutte le mie cose salvate nel computer, forse nei prossimi cinque anni ci dedicherò un po’ di tempo… Ma per ora sono ancora nella fase in cui devo capire quali sono i miei veri pensieri. Non credo che scriverò alcuna autobiografia, salvo che non riesca a trovare una qualche chiarezza interiore. Mi sono successe delle cose davvero incredibili ma non riesco a ricordarle in maniera così chiara da poterle mettere nero su bianco. Non ancora. Ogni giorno passo un’ora meditando ed ogni volta, quando leggo qualcosa che ho scritto, cerco di mettere in ordine i miei pensieri.”

Frusciante dice che oltre a suonare e cantare canzoni, scrivere è un’altra delle cose che ama. Inoltre ha già pronte 17 canzoni per il suo nuovo album, il più introspettivo che abbia mai scritto ed è sicuro che riuscirà a registrarlo entro un anno.
“A volte scrivo per nascondere me stesso. Penso questa sia la prima volta che ho tentato di abbattere i miei muri interni. Se sei mio amico voglio mostrarti come sono veramente. E con me non è sempre stato così.”
La sua (o il suo?) assistente ci interrompe per informarci che l’intervista è finite ma non riesce a strapparlo ai suoi pensieri. “Ho imparato tantissimo dalla mia ragazza, lei mi ha insegnato come avere, per la prima volta in tutta la mia vita, una relazione splendida con una donna. Lei ha un effetto meraviglioso sulla mia musica.” tiene ad aggiungere.